Il terzo racconto ispirato al libro di Vadim Zeland ” LA sacerdotessa Tafti”
C’è un luogo dentro di te da cui parte tutta la realtà. Non è fantasia: è regia quantica.
Chiudi gli occhi.
Ma non per dormire.
Per tornare.
Sotto il rumore del mondo, sotto i pensieri, sotto le reazioni…
c’è una stanza.
Buia.
Silenziosa.
Sacra.
Lì non ci sono specchi.
Solo una luce, che aspetta di essere diretta.
La Realtà Non È Là Fuori. È un’Eco di Te.
Tutto quello che vivi è già partito da lì.
Dalla Sala.
Hai creduto di essere vittima di eventi, casualità, ingiustizie.
Ma erano scene.
Proiezioni.
Tu sei la fonte.
E il problema non è che non crei.
Il problema è che hai lasciato il proiettore acceso… su un copione che non hai scelto.
Finché Non Scendi, il Film Non Cambia
Lei ti aspetta.
La Sacerdotessa non vive in superficie.
Siede nella tua Sala, incrocia le gambe, accende il proiettore e dice:
“Vuoi cambiare la realtà? Allora siediti qui.
Scegli tu la pellicola.”
E lì capisci.
Non serve sforzarsi.
Serve proiettare consapevolmente.
Con identificazione, non solo immaginazione.
Non basta pensare a una nuova vita.
Devi essere la te che la vive già, dentro quella stanza.
“Non è meditazione.
È direzione.
È regia silenziosa.”
Lì Dentro Non Si Sogna. Si Decide.
Ogni volta che ti senti impotente, non è il mondo a tradirti.
È che hai dimenticato la strada per la Sala.
La buona notizia?
La porta è sempre aperta.
E la luce… sempre accesa…
La “Sala di Proiezione Interiore” è una potente metafora, direttamente ispirata a Tafti la Sacerdotessa, per descrivere il punto di origine della realtà personale.
Zeland ci dice che la realtà non risponde a quello che vogliamo o immaginiamo solo superficialmente, ma a ciò con cui ci identifichiamo a livello profondo.
La “Sala” rappresenta questo centro interiore, questo “punto di comando” silenzioso ma potentissimo, da cui parte ogni immagine che la realtà poi riflette,(mente subconscia).
Quando vivi in automatico, il film si proietta da sé, con scene ripetitive, drammi riciclati, finali già visti.
Ma quando torni alla Sala, e scegli consapevolmente cosa proiettare, allora la realtà inizia ad allinearsi alla nuova immagine.
Non è fantasia. È direzione energetica.
La regia invisibile comincia da lì.
Alessiasofiagallucci


